Articoli del mese per giugno 2008

Che FIGA hai per le mani?

belle_donnePremesso che non so chi sia l’autore visto che il testo è presente su molti siti, gli riconosco ogni merito per questo saggio sulla donna moderna.

La Fighetta
La categoria delle Fighette, è composta essenzialmente da ragazze, in genere giovani (17-21 anni), che se la portano a spasso ridendo e scherzando con uno stuolo di amiche, in genere fighette anch’esse. La Fighetta non si caratterizza per una particolare bellezza: essa semplicemente è un tipo che sembra disponibile, da come si comporta, salvo poi rivelare un carattere da vera rompicoglioni nel momento in cui l’approccio diviene più esplicito.

La Gnocca
La classe delle Gnocche è composta da elementi di sesso femminile con elevato grado di attrazione. Caratterizzata di solito da forme assai piacevoli, è solita vestirsi in modo vistoso, gradevole e si distingue per i suoi modi sensuali e spigliati. Caratteristica fondamentale della Gnocca è il tirarsela quel tanto che serve per fare passare la voglia, ai comuni mortali non dotati di conto corrente a 10 cifre, di tentare un approccio, adducendo la solita frase “Naaa…se la tira troppo…”

La Cozza
Estremamente diffusa, la categoria delle Cozze è composta da esemplari di sesso (forse) femminile che poco hanno di umano e molto dicelenterato… La Cozza ha peso variabile, non necessariamente eccessivo, ma in caso di peso “normale”, l’assenza di grasso non ne pregiudica l’appartenenza alla classe, dato che normalmente le sue forme assomigliano più a quelle di un coccodrillo che di una donna. Non di rado, la Cozza, pur di darsi un tono, se la tira come e più della Gnocca, ottenendo come risultato una progressiva migrazione verso la categoria delle Brutte Zitelle Scassacazzi.

La Figa Standard
Categoria molto apprezzata, quella delle Fighe Standard è una famiglia di medio-bassa diffusione, composta essenzialmente da esemplari con alcune caratteristiche peculiari (o belle tette o bel culo, o altro..), ma in ogni caso di aspetto piacevole, discreta disponibilità al dialogo e grande versatilità morale. La Figa Standard si accompagna spesso ad una o più Cozze, con le quali intrattiene rapporti di amicizia profonda, certa dell’assoluta impossibilita di una qualsiasi forma di concorrenza sessuale da parte delle amiche. l difetto fondamentale della Figa Standard è una sua rapida declassificazione a Donna Elastico, non appena si rende conto della reale attrazione suscitata negli uomini. Questo ne rende pericolosa la frequentazione per lunghi periodi di tempo.

La Figa Pazzesca
Rarissima specie di donna, caratterizzata da un aspetto da far sbavare, curve perfette, sorriso ammaliante e abbigliamento preciso, la Figa pazzesca è una delle prede più ambite in ogni ambiente. La Figa Pazzesca è dotata in genere di una notevole simpatia, ma spesso anche di scarsa intelligenza, che la porta a volte ad infilarsi in storie assurde con personaggi maschili che, pur di tenersela stretta, depauperano tutte le loro risorse economiche nell’attività di correlazione: aperitivi, cenette, locali notturni e, in non rari casi, droga. La Figa Pazzesca è, e rimane, un “cult” per ogni uomo che sia in grado di superare l’iniziale momento di euforia dato dalla conquista dell’esemplare.

La Donna Elastico
La Donna elastico è una delle specie più diffuse. Famiglia composta sia da esemplari nativi che da ex esemplari di Figa Standard, la Donna Elastico vive la propria esistenza tra N frequentazioni maschili, saltando da una all’altra con la stessa facilita con cui si cambia di abito. Generalmente dotata di scarso senso dell’autocritica, la Donna Elastico è convinta che in ogni caso il suo comportamento sia corretto, anche se contrario a qualunque morale, persino la propria. Viene detta Donna Elastico per la sua flessibilità nei rapporti interpersonali: essa non predilige una particolare persona, ma si deforma secondo le esigenze del momento, mantenendo al proprio interno una fortissima componente di cinismo. Caratteristica intrinseca della Donna Elastico, è la sua capacita di circuire gli uomini, facendogli credere di fare parte della famiglia delle Fighette o delle Fighe Standard, per poi dimostrare, con il tempo di essere molto più affine alla categoria delle Troie, rendendosi pertanto moolto pericolosa.

La Brutta Zitella Scassacazzo
Terribile esempio di come un essere umano possa degenerare, le Brutte Zitelle Scassacazzo sono una vera e propria mina vagante. Generalmente terribili, questi esseri circolano liberamente con tutto il loro pesante carico di odio e invidia verso tutti gli altri generi femminili, con la sola esclusione delle Cozze, con le quali intrattengono spesso rapporti di pettegolezzo. Spesso la Brutta Zitella Scassacazzi è accompagnata dalla madre o dalla nonna, la quale fa opera di carità al mondo, sottraendole tempo che altrimenti sarebbe destinato alla devastazione dei rapporti altrui. Purtroppo, però, le appartenenti a questa famiglia hanno in genere una predisposizione naturale al disbrigo rapido di tutte le faccende e lavori che altri esemplari eseguono in tempi standard, rendendo quindi difficile la loro alienazione da troppo lavoro. Non sono rari i casi in cui la Brutta Zitella Scassacazzi, data la sua cronica inapplicazione sessuale, perde la testa per qualche esemplare maschile, subendo una temporanea trasformazione che la riporta alla famiglia delle Cozze, dalla quale passa spesso alla famiglia delle Maialone orrende senza ritegno. Tali transizioni sono generalmente temporanee, tranne in rari casi in cui l’esemplare migra definitivamente all’ultima categoria e ci resta fino alla vecchiaia.

La Donna in Carriera
La classe delle Donne in Carriera sta avendo grandissima diffusione negli ultimi anni. Questa categoria è sostanzialmente composta da donne provenienti da altre categorie, delle quali mantengono parte delle caratteristiche, aggiungendone di nuove che in alcuni casi si rivelano deleterie. Una di queste nuove caratteristiche è l’atteggiamento “sotuttoioperchèmifaccioilculoinufficio e nonvogliosentirecazzateperchèsonostanca!”. Derivata di questo atteggiamento è il cosiddetto “stress da troppi cazzi”, inteso sia in senso morale che materiale. Non di rado, infatti, pur di accedere alla categoria, le donne si prestano a innumerevoli compromessi, compresi quelli di natura sessuale. La febbre da carriera le costringe quindi, per mantenere il corretto “career improvement path”, a costanti sessioni di seduzione sul luogo di lavoro, con notevole dispendio delle proprie risorse umane. Questo si riflette in modo moolto negativo sull’eventuale partner maschile, il quale, giustamente, dopo alcuni mesi di tolleranza all’assenza di un normale equilibrio nella psiche della compagna, inizia a farsi un pochetto i cazzi propri, mollando, come si suol dire,la presa per dedicarsi ad una più sana attività da scapolone. La donna in questione, resasi conto di tutto ciò, in alcuni casi ritorna nella categoria di provenienza, ma di solito accede alla categoria delle Zitelle Lavoratrici Croniche

La Troia
Come da definizione, la Troia è colei la quale, pur di divertirsi, passa sopra a qualunque principio, morale o materiale. Naturalmente portata ai rapporti interpersonali, la Troia predilige spaziare in ambienti ad elevata concentrazione economica. In molti casi la Troia è di aspetto gradevole, ed è dotata di una notevole attrattività. Essa è inoltre fornita di alcune capacita previsionali che hanno dell’incredibile: la Troia riesce, in moltissimi casi e con una semplice occhiata, ad intuire di qualsiasi uomo i seguenti dati: numero di conti correnti intestati, automobili possedute, fido della carta di credito, contanti posseduti nel portafoglio. Grazie a questa caratteristica, la Troia riesce ad approcciare qualunque uomo, sposato, fidanzato o libero, offrendo in modo più o meno evidente i propri favori sessuali ed iniziando una costante opera di drenaggio di capitali, adottando la tecnica dello scambio 10minutidisesso-regalinodaalmeno300sacchi. Caratteristica distintiva della Troia è una normale predilezione per tutti quei generi di abbigliamento che coniugano l’alta sensualità con la praticità di svestizione. Altra caratteristica importante del loro vestiario, è la estrema capacita di trattenere ogni sorta di fluido organico maschile, in modo da poter utilizzare l’abito come arma di ricatto.

La Suora
Nella categoria delle Suore, rientrano tutte quelle gentili signorine che, nonostante la loro disponibilità al divertimento e alla vita notturna, manifestano una presumibilmente totale amenità ai piaceri della carne.. Un comportamento tipico delle Suore è il presentarsi come gentili, affabili, disponibili e soprattutto libere da ogni vincolo, suscitando una legittima curiosità negli esemplari maschili che frequentano, dato che molto spesso gli esemplari appartenenti alla famiglia in oggetto sono discretamente attraenti. Il problema è che, come lascia intuire il nome della famiglia, le Suore sono specializzate nel portare, più o meno volontariamente, gli uomini ad interessarsi sessualmente a loro, per poi opporre un secco rifiuto a qualunque genere di proposta anche solo blandamente erotica. Frase tipica delle Suore è: “Ma per chi mi hai presa? Per una che la da a tutti quelli che incontra?”. La frase, riferita al contesto è in effetti oggettivamente corretta, in quanto la Suora, per definizione di classe, non la da assolutamente a nessuno. Questo la porta spesso ad uno stato di eccezionale depressione (una donna senza cazzo si sciupa), che viene solitamente superato praticando delle feroci sedute di autoerotismo. Come risultato di questo comportamento, la Suora tende con il tempo a migrare verso altre famiglie, soprattutto verso la famiglia delle
Acidone, a volte in quella delle Zitelle Lavoratrici Croniche oppure, in alcuni rari casi, per compensazione di una vita di privazioni, nella categoria delle Ninfomani Insaziabili.

La Maialona Orrenda Senza Ritegno (M.O.S.R.)
A questa famiglia appartengono tutti quegli esemplari femminili che, non disponendo di caratteristiche attrattive sufficienti ad attirare l’attenzione autonoma degli uomini, ricorrono al vecchio trucco di “sbatterla in faccia a tutti quelli che le capitano”. Riconoscibili per l’abbigliamento succinto, dal quale si evidenzia a colpo d’occhio la trabordanza della massa grassa, le M.O.S.R. sono spesso dedite al bere, nonchè alla frequentazione di tutti quei luoghi di aggregazione dove abbondano degli esemplari maschili in astinenza forzata. In alcuni casi, però, le M.O.S.R., si rivelano utili: capita infatti che qualche esemplare maschile, uscente da una relazione con un esemplare o di Donna Elastico o di Fighetta o ancora di Donna in Carriera, frustrato dalla momentanea situazione di abbandono, trovi rifugio nelle attenzioni di una qualche M.O.S.R. Questo avviene perchè spesso, le M.O.S.R., sono esperte in una qualche pratica erotica inusuale. Questo stimola la curiosità del maschio, il quale, dopo un breve periodo trascorso a farsi sollazzare dalla zozzona, la abbandona al suo destino per ricominciare a dedicarsi a prede più ambiziose.

La Zitella Lavoratrice Cronica (Z.L.C.)
Questa famiglia è strettamente legata alla famiglia delle Donne in Carriera. In effetti si potrebbe definire come una sottospecie della donna in Carriera, dato che normalmente l’atteggiamento è lo stesso, tranne che per alcune caratteristiche che ci permettono di distinguere una classe dall’altra. La Z.L.C., infatti, ha perso il fondamentale interesse alla prosecuzione della carriera, in quanto ha spesso ottenuto uno stop forzato alla crescita professionale causato da un qualche errore di percorso. Ad esempio: capita che una Donna in Carriera, nello svolgimento delle sue funzioni, cerchi di sedurre l’uomo di una qualche altra Donna in Carriera più in alto di lei nella scala gerarchica. Questo porta la Donna in Carriera di rango più elevato a tramutarsi istantaneamente in Femmina Vendicativa, scatenando tutte le armi a sua disposizione per frenare l’avanzata della concorrente. La poveretta (si fa per dire) si trova a questo punto sputtanata in tutto l’ufficio e, vuoi per la vergogna o per costrizione, si rifugia nello stakanovismo più feroce. Questo la costringe ad abbandonare ogni velleità, sia in ambito professionale che privato, lasciandola dedita solo ed esclusivamente al lavoro. Le Z.L.C possono provenire anche da altre categorie, ma difficilmente escono dalla loro condizione per mutare di classe.

La Ninfomane Insaziabile
Come il nome lascia intuire, la Ninfomane Insaziabile è quel tipo di ragazza, bella o brutta, che non può fare a meno di un pene per più di sei/otto ore. La fame di sesso di queste donne è incredibile: esse sono addirittura disposte a raccattare i lavavetri agli angoli delle strade, pur di farsi infilare, anche se ovviamente preferiscono frequentare altri generi di esemplari maschili. In alcuni casi davvero eccezionali, la Ninfomane Insaziabile presenta anche le caratteristiche esteriori della Figa Pazzesca. In tal caso si parla di Pornodonna. La Ninfomane Insaziabile è una preda discretamente ambita, pur presentando lo svantaggio di non essere assolutamente affidabile dal punto di vista psicologico. Chiunque si sposasse con una Ninfomane Insaziabile avrebbe la virtuale certezza di essere cornuto già all’inizio del banchetto di nozze.

La Acidona
La famiglia delle Acidone comprende tutti quegli esemplari che, per un motivo o per l’altro, non sono in grado di passare una serata in compagnia senza scazzare con qualcuno del gruppo. Caratteristica dell’Acidona, è la sua capacita di criticare qualunque frase le venga rivolta come se fosse un insulto nei suoi riguardi. Ad un classico “Ciao, come stai?”, l’Acidona risponde quasi immancabilmente “Che ti frega? Fatti i cazzi tuoi!”. Da questo comportamento ne deriva un generale disprezzo nei suoi riguardi, che la porta negli anni ad inacidirsi sempre di più, fino a sfociare nella categoria delle Isteriche.

La Tipa
Probabilmente la categoria più diffusa. Le Tipe sono tutte quelle che si incontrano normalmente ad una festa, che ti chiedono se gli fai accendere, se gli cambi le mille lire, se gli reggi la borsa, ma con le quali non si intrattengono discorsi che durino più di 30 minuti (a dire tanto). In generale la Tipa si presenta come un esemplare femminile normale, salvo poi presentare caratteristiche che ne permettono una migliore classificazione in una delle seguenti sottofamiglie:

  • Tipa che la da
  • Tipa che non la da
  • Tipa che la darebbe ma ha il tipo
  • Tipa che te la faresti se non ci fosse la tua Tipa
  • Tipa che te la fai facendole credere che sei chissacchì e poi non la accompagni neanche a casa

Il Puttanone
Il puttanone è una curiosa deviazione della tipologia Troia. Di norma, una Troia resta semplicemente Troia, e vive la sua troiaggine più o meno coerentemente. In alcuni casi, si verifica qualcosa che porta la Troia a riconsiderare la propria condizione e, in una botta di moralismo incredibile, decide di non dedicarsi più al drenaggio di capitali. Il fatto è che essa, ormai, è abituata a saltare da un membro all’altro con agilità. Questo desiderio di uscire dal proprio schema classico “la da se cacci la lira”, la porta ad intraprendere un cammino dove il bisogno di purgare la propria anima dall’istinto meretricio le impone di fornire favori sessuali senza richiedere nulla in cambio. Come risultato, il Puttanone, scopa con le stesse modalità della Troia, ma non chiede nulla in cambio, se non il mero appagamento sessuale. In questo dimostra un atteggiamento simile alla Ninfomane Insaziabile, anche se il ritmo erotico è decisamente più basso. Nel caso della Ninfomane Insaziabile si tratta di bisogno fisico di cazzi, mentre il Puttanone è più che altro spinto dalla scelta personale di essere disponibile ad ogni uomo.

La Pornodonna
Definire la Pornodonna equivale ad una solenne descrizione di uno dei desideri più osceni di molti maschi: una donna splendida, simpatica e soprattutto assetata di sesso più di qualunque altra cosa. Chiaramente un esemplare del genere, può avere il suo campo di applicazione per un periodo massimo di 10 giorni… seguire il ritmo di una Pornodonna è pressocchè impossibile già se si è dei ricconi nullafacenti, figurarsi se in più si è tenuti al lavoro.. Una Pornodonna rappresenta quindi un’impresa, nel vero senso del termine… ella si presterà a qualsiasi tipo di rapporto sessuale, in qualsiasi momento e in qualunque situazione; permetterà all’uomo di turno di passeggiare amabilmente abbracciato ad una ragazza splendida, abbandonandosi alla sacrosanta bastardaggine data dal poter comunicare a sguardi ai propri amici il famoso: “Guardate un po’ chi mi scopo io…”. Tale sensazione, però, è destinata a durare poco, dato che la Pornodonna in questione non mancherà di tenere gli occhi aperti… ed in capo a poco più di un mese… tutti gli amici del gruppo avranno ottenuto lo stesso trattamento dalla suddetta, e gli sguardi saranno molto meno fieri…

L’Isterica
Definire l’Isterica corrisponde a dare uno sguardo un po’ a tutte le donne… tuttavia ci sono alcuni esemplari che fanno dello sclero la propria ragione di vita: l’Isterica non si preoccupa minimamente della situazione, del momento, delle persone con cui ha a che fare, e si lascia generosamente andare a degli scatti di ira furiosa che in non rari casi sfociano in un vero e proprio attacco di violenza gratuita.. Il problema è che queste poverette, non si rendono conto del fatto che la pazienza umana ha un limite, quindi, giunte all’ennesimo scazzo feroce, quando cercano per l’ennesima volta di schiaffeggiare il povero cristo di turno, perdono i sensi e si risvegliano doloranti con il tatuaggio della mano di lui sulla faccia… Di solito, a questo punto, cercano di rimediare con l’ennesima botta isterica, questa volta dominata dal pianto furioso… in soli 5 secondi, la faccia della sciagurata sembra flagellata da un monsone, con litri e litri di lacrime che si riversano al suolo, mentre dalla bocca le fuoriescono degli strani mugolii assolutamente incomprensibili. Questi momenti sono estremamente delicati: MAI COMUNICARE L’INCAPACITA’ DI COMPRENDERE CIO’ CHE LA MATTA DICE!! Il rischio minore è quello di riportarla allo stadio immediatamente precedente al pianto, ossia quando pretende di mandarvi al tappeto, quello maggiore è di ritrovarvi effettivamente al tappeto vittime di una feroce ginocchiata nelle parti basse.

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Perchè le donne Se la Tirano?!Un pò di storia…

donne in toplessCome da più parti lamentato, che le donne se la tirino in modo agonistico e diffuso è una piaga tipicamente italiana, e comunque neolatina.
C’è chi, sostiene che questa caratteristica della femmina italica sia un rigurgito di post femminismo. Io non sono d’accordo. Andiamo, per ordine, ad analizzare le caratteristiche salienti del fenomeno.
L’atteggiamento femminile che sottende al tirarsela è il godere a far sbavare il maschio, il farla annusare e poi non concederla, il centellinare baci ed effusioni con una mirata strategia: rendere schiavo l’uomo (o gli uomini) che ci prova. Altro obiettivo possibile è quello di ingrassare il proprio ego di femmina mediamente repressa. Oppure la soddisfazione di essere corteggiata senza passare per una che la dà facilmente. E poi poter scegliere chi fra gli spasimanti offre regali più costosi.
Ora, non veniamo a sostenere che la femmina italica e neolatina sia più pudica e casta delle donne del nord-Europa, per fare un esempio. Anche la donna nostrana si toglie le sue belle soddisfazioni senza minimamente tirarsela dandola allegramente e spavaldamente ad amanti, bagnini, istruttori, imprenditori, puttanieri, animatori, calciatori. Cioè a tutti quelli che non ne hanno proprio bisogno. E appunto per questo vengono sommersi di gnocca superflua da donne che con altri esseri umani se la tirano allo spasimo.
Del perchè succedano certi fenomeni un po’ ne ho già parlato in altri reportage. Qui è forse il caso di precisare che la donna media non se la tira affatto con il “figo” di turno perchè, in fondo, ritiene che in un anno si possa lasciare andare. E che darla a uno a cui la danno tutti non è zoccolaggine: è moda.
Invece rispetto a tutti gli altri comuni mortali, ai non fighi, ai ragazzi normali e semplici che non navigano in un mare di gnocca umida, la donna italiana media sente il dovere sociale di tirarsela.
Perchè? E’ solo gusto per la bava? No, non solo. Non ci sono solo motivazioni contemporanee e contingenti. Le motivazioni del tirarsela affondano nei secoli passati. E sono ancorate a una cultura che pervade la nostra penisola.
Sinceramente non so con certezza come andassero le cose nella Roma antica. Ma pensiamo al Medioevo. All’amor cortese. Ai nobili cavalieri che che dedicavano la propria vita avventurosa ed errante a donne magari sposate a cui non avevano nemmeno il privilegio di imbustare* la mano guantata. (* = infilare la mano nelle vesti a titillare la gnocca)
E il conseguente Dolce stil novo, la donna angelicata e cose varie. Il gentiluomo sceglieva una dama e gli indirizzava i propri strali amorosi. Come consuetudine, come regola sociale. Il buon uso, la moda del tempo indicava la necessità dell’uomo nobile di idealizzare e di venerare una donna. Anche sposata, anche racchia.
Pensiamo a Dante con la sua Beatrice, al Petrarca con Laura. Femmine idealizzate e adorate al di là di ogni realismo. Sono esempi estremi che hanno condotto a vette di lirismo insuperato. Che danno un immagine di una società in cui era bene corteggiare con nobiltà di cuore le dame dell’alta società.
L’uso è entrato, o forse era nel DNA italiano da sempre, a far parte del normale atteggiamento. Ovviamente in una nazione così dedita alla poesia come forma letteraria privilegiata era quasi necessario rivolgere le proprie mire amorose verso donne non coinvolte in reali relazioni carnali coi poeti. C’era d’altronde la già allora deleteria cultura e repressione cristiana. Che portava a intessere rapporti sociali fatti di cortesi avances e di sdegnati e fintamente vergognosi dinieghi.
Come il Cristianesimo abbia modificato i rapporti fra i sessi è evidente analizzando ancora la poesia di periodo Classico. In cui i poeti effettivamente trombavano in modo matto e disperatissimo con le protagoniste delle loro poesie. O comunque trattavano l’argomento amoroso con realismo, mettendo in chiaro il sesso. Pensiamo a Catullo. E con che gusto si trombava quella zoccola di Lesbia. Un altro mondo.
Ma la società dell’alto Medioevo e la poesia erano cambiate. Il tirarsela era entrato a far parte di un rituale sociale che sottostava ad un relazionarsi dei ceti borghesi, in cui in realtà il matrimonio era pianificato dalla famiglia. E in cui le schermaglie amorose erano per forza un meccanismo non lecito e peccaminoso se realizzato con il consenso femminile.
Dove queste premesse non hanno attecchito, ad esempio nelle società nord-Europee, il tirarsela è molto meno diffusa come usanza. E’ vero che il sonetto petrarchesco era molto diffuso ed è stato per decenni il canone della composizione poetica in tutta Europa. Ma è anche vero che l’argomento era ben diverso.
Pensiamo già a Shakespeare, che usava sì il sonetto. Ma che effettivamente trombava, per di più un uomo e qualche altra volta una donna, e che dedicava le sue poesie a un amore reale, fisico, sessuale.
Ora… dicono che a provarci con una inglese sia molto più facile che con una italiana. E a parte la grave incognita che le femmine d’Albione non si fanno il bidet, questo fatto secondo il mio modesto avviso può essere ricondotto al fatto che mai nei secoli le donne inglesi non hanno avuto poeti che sbavavano disperati ai loro piedi.
Anche la seduzione si basa su meccanismi di domanda e offerta. Se i maschi offrono una corte spericolata alle femmine, esse devono rispondere negandosi, facendo le superiori, tirandosela. Soprattutto in un contesto cristiano (e dopo la riforma protestante: cattolico) dove più che altro si fa e non si dice.
E il meccanismo reiterato nei secoli ha portato agli estremi che conosciamo. Uomini che zerbinano disperatamente, sfoderando frasi imbarazzanti e atteggiamenti sopra le righe per fare colpo su un pubblico femminile restio, altezzoso, sprezzante.
Così alla fine anche i rogli si sentono in dovere di tirarsela. Di celare le proprie grazie. Di far soffrire i poveretti che disperati si rivolgono agli scarti per cercare di portare a casa il risultato. Salvo poi sbracare tutte, belle e meno belle, di fronte all’uomo di successo. Nei riguardi del quale nessuna se la tira.
Il problema è che l’uomo della strada non gode del talento poetico dei padri della lingua. E poveretto si inalbera in dichiarazioni sconclusionate e fallimentari. Ma l’impegno è già troppo per la donna che sta angelicando: un budellone sformato dai denti storti e un culo che lo devono inserire sul piano regolatore del comune.
Il fenomeno è imbarazzante ambo i lati. Da una parte un disperato che zerbineggia. Dall’altro una donna qualunque che se la tira come se per un buffo scherzo del destino solo lei avesse un buco fra le gambe.
E quando dicono che all’estero questo non succede, è forse perchè là da loro nessun poeta ha mai inventato donne angelo, e nessuna chiesa ha ammantato di ipocrisia i rapporti sociali.
In Spagna la situazione è venuta su simile alla nostra, seppur con una sfumatura diversa di machismo. Gli americani li hanno chiamati i latin lover. Quelli che affabulano la donna. E ci provano sempre, comunque. Come fosse un dovere morale. Un corteggiamento di cui ci si aspetta il rifiuto.
Tant’è che molti latin lover sud-Europei sono stati messi spesso in crisi da dame che dopo la corte spavalda pretendevano altrettante spavalde prestazioni sotto le lenzuola. Insomma, nei paesi nordici, dalla cultura e religione molto più pragmatiche, si è sempre badato al senso letterale delle parole.
Ma poi pensiamo all’Africa, dove la realtà è ancora diversa. Lì di amor cortese proprio non se ne è mai parlato. Al limite c’è una poetica della naturalità, della bellezza, dell’istinto. Della danza, del tambureggiare ipnotico. Cosicchè le relazioni uomo-donna si basano come prima istanza sul rapporto sessuale. Altro che poesia. Altro che sottosviluppati e selvaggi. Quelli se la godono molto più di noi. Anche se epidemie, natalità incontrollata, Aids, sono risvolti di una medaglia gioiosa e goduriosa.
Certo è che questa mentalità di essere le uniche donne del pianeta a cui si sono abituate le italiane dovrebbe finire. Ma forse è interessante anche così. Anche perchè bisogna ammettere che la conquista è una sfida. E che forse le italiane sono le più belle e difficili del globo. Di sicuro quelle, a parte le fighette, che si vestono e si curano meglio. Di certo si fanno tutte, quasi, il bidet! (forse…ahahah)

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Le Diverse Tipologie di donne a Letto!

orgasmoLe Diverse Tipologie di donne a Letto!

donna BLUFF:
Di solito si addobba da vera zoccola.
Scarpe con tacco a spillo di metallo, scollatura ombelicale, profumo alla gnocca, calze autoreggenti con delle frecce al posto della riga dietro che indicano “Per di qua”, labbra rifatte… te le porti a letto e scopri che:
1) Sono vergini
2) Fanno i -Bip- usando i denti e creando il vuoto spinto (un dolore!)
3) Spengono la luce
4) Non gradiscono che ti guardi allo specchio mentre te le trombi.

donna EMANCIPATA:
Solitamente carina, intellettuale, occhiali neri, segue corsi di Campana Tibetana, tatuata, A letto ci sa fare.
Non ti farebbe mai qualcosa che si possa definire tipicamente femminile… tipo una cenetta, lavarti i calzini, la colazione (anche se sei a casa sua) ma… si aspetta da te tutto quello che si puo’ definire tipicamente maschile tipo… andarla a prendere in auto perche’ Cagliari di questi tempi… Mazzi di fiori… pagarle la cena… pagarle il cinema… pagarle il drink… entrare per primo in un locale pubblico, portarle la borsa della spesa, porgerle il cappotto ed aiutarla a indossarlo… ecchecavolo! Solitamente questa categoria sconfina con quella della donna in PSICANALISI…

donna in PSICANALISI (o da PSICANALISI):
Di solito emancipata, Carina, Intellettuale, leggermente alternativa, ascolta Radio Popolare, a letto portentosa, affettuosa, partecipe,. . . e ti chiedi… ma a 30 anni perche’ e’ ancora sola?… Edipo a GoGo!

donna AFFIDABILE, ONESTA e FEDELE:
Purtroppo appartenenti a questa categoria ne ho conosciuta solo una… peccato per l’edipo e la sindrome di VORWERK

Donna ACIDA:
Solitamente e’ una gnocca di livello (fisicamente!)… tutti i tuoi amici se la vorrebbero trombare.
Tu segretamente lo vorresti, ma non lo dai a vedere perche’ ti sta sul cavolo che una donna possa giocare cosi’ liberamente con gli elementari istinti degli uomini.
Lei ci resta male che tu non te la vuoi trombare… ed inizia a sfoderare le sue armi.
Fa la carina, sembra restarci male se quando lei chiama ti fai negare, guarda solo te, ti chiede di uscire… Ad un certo punto tu sei “cotto”… yuppie… si tromba… non mi sembra vero!…
infatti… non si trombera’ mai!.

donna BLUFF N.2:
A letto sono dei veri uragani… Le prime volte che ci vai ti senti quasi usato (strana esperienza per un uomo!)… a volte ti telefonano e si toccano (Ma non si toccavano mai?!LOL) al telefono con ortaggi vari… e qui tu dici OK e’ quello che cercavo in questo periodo della mia vita… niente storie solo sesso.
Ma poi avviene il dramma:
1) Dopo il sesso Iniziano a chiamarti passerotto e marmottino e ti guardano con sguardo da Bambi… il che in me smuove tutta una serie di sensi di colpa
2) Cercano di portarti a casa loro per presentarti la mamma
3) Alla terza settimana che la frequenti (In Novembre) ti chiedono…”Cosa fai quest’estate? Andiamo via assieme”?
4) Dopo la trombata, vogliono restare in posizione fetale per ore, con te che le abbracci da dietro… se poi dopo ti viene il formicolio e ti muovi… “c’e’ qualcosa che non va?”

donna ROULETTE RUSSA:
Stranamente sono acculturate, la maggior parte delle ROULETTE che conosco sono laureate in architettura… prima di trombare tiri il goldone… lei lo vede e dice “ma guarda che non serve… io di te mi fido… si vede che sei una persona OK” a quel punto mi faccio una -bip- e le mando a Quel paese.
Mi stanno troppo sulle uova…ignoranti!

donna IDEALE:
Spiritosa… tipo quando in piena estate in macchina ti dice “Tira su il finestrino, presto!” per poi ruttare! Carina, sincera, onesta, intelligente, molto dolce, ottimista, tenera, affidabile, spontanea, romantica, focosa, tenera e… fidanzata col tuo migliore amico del quale e’ pazzamente innamorata!

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donna al Distributore!

distributore di benzinaOsserva la spia della riserva che si è appena illuminata, quindi, essendo sera si incazza con il fidanzato che “mi ha lasciato la macchina a secco!”

Prosegue la guida per altri 25 km.

Inizia ad intuire che il carburante potrebbe effettivamente esaurirsi

Sbuffa un po’

Cerca un distributore

Entra nel primo distributore che trova

Accosta in prossimità della pompa

Realizza che il distributore è chiuso

Riaccende il motore che nel frattempo si è spento

Ingrana la marcia e riparte

Cerca un distributore illuminato

Percorre altri 15 km

Entra in un distributore illuminato

Accosta in prossimità di una pompa

Scende dalla vettura e cerca il gestore per chiedere se il distributore è abilitato alla distribuzione automatica

Non trovando il gestore, cerca la macchina di pagamento e preselezione

Realizza il fatto che è in possesso solo di una banconota da 50 Euro

Piange un po’

Inserisce la banconota da 50 Euro nella macchina

Reinserisce la banconota nel verso opposto

La reinserisce di nuovo nel verso opposto

Accertatasi che la “macchinetta infernale” ha digerito la banconota, preme il pulsante contrassegnato dal numero della pompa presso cui ha accostato

Afferra la pistola erogatrice e la appoggia sulla pompa

Entra in vettura e cerca di accostarsi meglio alla pompa

Scende dalla vettura e riafferra la pistola erogatrice

Riappoggia la pistola erogatrice sulla pompa

Sale in macchina per recuperare le chiavi dal cruscotto

Apre lo sportello del tappo del serbatoio

Sfila il tappo

Afferra la pistola erogatrice e tenta di immetterla nel condotto del serbatoio

Realizza che il motivo per cui non passa dal buco è perché ha selezionato il carburante errato

Inizia a crollare in preda al panico più profondo

Piange un po’

Appoggia la pistola erogatrice sulla pompa e cerca una soluzione.

Cerca il libretto di istruzioni dell’automobile

Legge alla pagina relativa al rifornimento che l’utilizzo di benzina Super su una macchina predisposta alla benzina verde può causare seri danni al motore e predispone agli incendi

Scarta l’idea di utilizzare la copertina dello stradario arrotolata come imbuto per immettere la benzina Super nel serbatoio

Realizza che “dopotutto sono solo a 50 km da casa e lui potrebbe venire a darmi una mano…

”Scarta l’idea di telefonare al fidanzato per farsi venire ad aiutare perché si vergogna

Attende l’arrivo di un’altra vettura

Dopo 35 minuti di paziente attesa compie diversi salti di gioia all’arrivo di una vettura

Comunica imbarazzata quanto le è successo agli avventori

Riesce con innumerevoli moine a scroccare 5 Euro

Si propone inutilmente di aiutare i suoi salvatori a rifornirsi di carburante

Saluta calorosamente gli avventori proponendo litri di aperitivi di ringraziamento nel caso dovessero reincontrarsi

Inserisce la banconota nella macchina di pagamento e preselezione

Reinserisce la banconota nel verso opposto

Osserva attentamente la pulsantiera e preme il tasto relativo alla benzina verde

Realizza che la pompa della benzina verde non è dove ha accostato

Rimette il tappo al serbatoio

Sale in vettura

Accende il motore

Ingrana la marcia e accosta alla pompa della benzina verde

Scende dalla vettura

Afferra la pistola erogatrice e la appoggia sulla pompa

Sale in vettura per recuperare le chiavi dal cruscotto

Sfila il tappo del serbatoio, immette la pistola erogatrice nel condotto del serbatoio e preme la leva fino a venti secondi dopo il termine dell’erogazione

Controlla la quantità di carburante erogata e prega che sia sufficiente per tornare indietro

Ripone la pistola nel suo alloggiamento

Chiude a chiave il tappo del serbatoio

Risale in vettura

Avvia il motore

Ingrana la marcia e si allontana soddisfatta di essersela cavata

Accosta e scende per chiudere lo sportello del tappo del serbatoio

Dopo circa 15 km accende i fari

Arrivata a casa tiene il muso al suo fidanzato senza spiegargli perchè è incazzata con lui…

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Il Taglio dei Capelli!Uomo e donna!

parruccaIl taglio dei capelli, versione femminile:

Donna1: Oh, mio Dio! Ti sei fatta i capelli! Ti stanno un amore!
Donna2: Trovi? Io non ero dello stesso parere quando mi hanno dato lo specchio. Voglio dire, non ti sembrano troppo ricci?
Donna1: Oh santo cielo, no! No, sono perfetti! Anche io volevo farmi un taglio così, ma penso che la mia faccia sia troppo rotonda. Forse è meglio che li lasci così come sono.
Donna2: Dici sul serio? Io trovo che il tuo viso sia adorabile. E potresti farti senza prolemi uno di quei nuovi tagli tanto alla moda, saresti stupenda. Avevo intenzione di farlo anch’io, ma avevo paura che avrebbe messo in evidenza il mio collo.
Donna1: Oh, questa è bella. Mi piacerebbe avere il tuo collo. Qualsiasi cosa pur di distogliere l’attenzione da queste spalle enormi.
Donna2: Sei impazzita? Conosco ragazze che darebbero chissà cosa per avere spalle come le tue. Tutti i vestiti ti stanno così bene. Guarda le mie braccia, vedi come sono corte? Se avessi un po’ più di spalle non avrei problemi ad indossare quello che voglio.
Donna1: Oh, non farmi ridere! Ma se praticamente tutti gli uomini cadono ai tuoi piedi. Comunque si è fatto tardi, ti devo salutare, scappo. Ciao!
Donna2: Arrivederci, cara!

Il taglio dei capelli, versione maschile:

Uomo1: Ehi, ti sei rapato?
Uomo2: Sì.
Uomo1: Speso?
Uomo2: Niente, ho usato la macchinetta.
Uomo1: Stai male.
Uomo2: Salvati!

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